Riconoscimento Della Cittadinanza Iure Sanguinis – servizidemografici.com https://www.servizidemografici.com Servizidemografici.com propone notizie, leggi e normative, giurisprudenza, prassi e approfondimenti per Regioni, Province, Comuni e professionisti che si occupano della gestione dello stato civile ed anagrafe Fri, 25 Oct 2024 09:17:35 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.6.2 https://www.servizidemografici.com/wp-content/uploads/2024/08/cropped-Servizi_demografici_PA.png?w=32 Riconoscimento Della Cittadinanza Iure Sanguinis – servizidemografici.com https://www.servizidemografici.com 32 32 235365670 Nuove regole per il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis e iscrizione anagrafica https://www.servizidemografici.com/nuove-regole-per-il-riconoscimento-della-cittadinanza-italiana-jure-sanguinis-e-iscrizione-anagrafica/ https://www.servizidemografici.com/nuove-regole-per-il-riconoscimento-della-cittadinanza-italiana-jure-sanguinis-e-iscrizione-anagrafica/#respond Fri, 25 Oct 2024 07:35:06 +0000 https://www.servizidemografici.com/?p=65954

Il Ministero dell’Interno, tramite la Direzione centrale per i servizi demografici, ha emanato la circolare n. 77 del 24 settembre 2024, indirizzata alle Prefetture e ai Comuni italiani, riguardante il procedimento di iscrizione anagrafica dei discendenti di cittadini italiani che richiedono il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis.

Problematiche rilevate

Le Autorità Consolari italiane hanno riportato un incremento significativo di richieste da parte dei Comuni italiani, spesso di piccole dimensioni, per l’attestazione di non rinuncia alla cittadinanza italiana, necessaria per il riconoscimento iure sanguinis. Questa situazione ha destato sospetti di irregolarità, nonché la segnalazione di procedimenti penali pendenti legati a comportamenti illeciti. La circolare sottolinea il rischio che queste richieste possano derivare da un utilizzo improprio del riconoscimento della cittadinanza da parte di individui che dichiarano falsamente la propria residenza in Italia solo per ottenere benefici legati allo status civitatis.

Necessità di controlli stringenti

Il Ministero dell’Interno ha già emanato diverse circolari sul tema, tra cui la n. 23 del 1° marzo 2023, che richiamava i Comuni alla necessità di eseguire ispezioni regolari, come previsto dall’art. 52 del d.P.R. n. 223/1989, per verificare la veridicità delle dichiarazioni di residenza dei richiedenti. La circolare n. 77 ribadisce con forza questa necessità, sottolineando l’importanza di controllare la presenza effettiva del richiedente presso l’indirizzo dichiarato all’ufficio anagrafe in fase di presentazione dell’istanza di cittadinanza italiana.
Tale verifica è essenziale poiché la competenza del Comune nel riconoscimento della cittadinanza si fonda proprio sulla permanenza fisica del richiedente nel territorio italiano.

Aspetti legati al soggiorno e ai permessi di soggiorno

Un ulteriore punto centrale della circolare è l’importanza di assicurarsi che i richiedenti siano in possesso di un valido permesso di soggiorno, qualora siano cittadini stranieri. La normativa prevede che i richiedenti che non siano cittadini dell’Unione Europea possano soggiornare regolarmente in Italia per un massimo di tre mesi, o per il periodo stabilito dal loro visto di ingresso. Trascorso questo periodo, è necessario che essi richiedano il permesso di soggiorno per l’acquisizione della cittadinanza italiana, come previsto dall’art. 11 del d.P.R. n. 394/1999.

Richiesta di collaborazione e vigilanza

Il Ministero invita le Amministrazioni comunali ad agire con la massima attenzione e diligenza, richiedendo ai richiedenti la presentazione della ricevuta della richiesta di permesso di soggiorno, oltre a effettuare regolari controlli sulla loro permanenza effettiva sul territorio nazionale. La circolare esorta inoltre i Prefetti a sensibilizzare i Sindaci affinché vigilino sull’esatto adempimento delle norme, per evitare che irregolarità o abusi possano compromettere l’integrità del processo di riconoscimento della cittadinanza.

Cosa cambia con le sentenze della Corte di Cassazione 2024

La Prefettura UTG di Avellino attraverso la circolare del 23 ottobre prot. n. 91532 ha ritenuto opportuno rappresentare, alla luce dei quesiti pervenuti in materia anche dai Comuni, le nuove linee interpretative dettate da recenti sentenze della Suprema Corte di Cassazione, che di seguito si riportano:
Rapporti tra articoli della legge n. 555/1912 e continuità della cittadinanza
Il primo punto affrontato dalla circolare è il rapporto tra l’art. 7 e l’art. 12 della legge n. 555 del 1912. Tale legge prevedeva la possibilità di riconoscere la cittadinanza italiana iure sanguinis anche ai discendenti di cittadini italiani che abbiano acquisito un’altra cittadinanza per nascita (iure soli) in un paese estero. Tuttavia, la Suprema Corte ha recentemente specificato che la cittadinanza non può essere trasmessa se, durante la minore età del figlio, il genitore rinuncia volontariamente alla cittadinanza italiana. Ciò interrompe la linea di trasmissione della cittadinanza ai discendenti, a meno che il genitore stesso non la riacquisti. (Cass. civ., Sez. I, ord., n. 454/2024 e n. 17161/2023).
Possesso continuo dello stato di figlio e prove documentali
La circolare precisa anche le modalità di riconoscimento del possesso continuo dello stato di figlio. La Corte di Cassazione con sentenza n. 14194 del 22 maggio 2024 ha stabilito che, in assenza di un atto di nascita dell’avo italiano, si può comunque attestare la continuità della cittadinanza tramite prove del possesso di stato, ovvero dimostrazioni di effettivi legami tra l’avo e il discendente richiedente.
Decorrenza della cittadinanza per riconoscimenti postumi
Un altro aspetto rilevante riguarda la decorrenza della cittadinanza per coloro che vengono riconosciuti come figli di cittadini italiani durante la maggiore età. La Corte di Cassazione con sentenza n. 5518/2024 ha stabilito che, anche in tali casi, il riconoscimento della cittadinanza italiana ha decorrenza dalla nascita, purché il figlio abbia effettuato l’elezione di cittadinanza entro i termini previsti dalla legge.

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    Iscrizione anagrafica richiedente iure sanguinis https://www.servizidemografici.com/iscrizione-anagrafica-richiedente-iure-sanguinis/ https://www.servizidemografici.com/iscrizione-anagrafica-richiedente-iure-sanguinis/#respond Wed, 16 Oct 2024 07:00:00 +0000 https://www.servizidemografici.com/?p=65957

    Si chiede parere circa il conteggio dei 90 gg di regolarità di soggiorno di cittadino statunitense richiedente la cittadinanza iure sanguinis. In particolare il cittadino in questione è stato iscritto in anagrafe con passaporto straniero riportante timbro Schengen apposto a Zurigo il 18/09/2024 e dichiarazione di presenza resa alla Questura il 23/09/2024. Sul passaporto ho notato anche altri due timbri Schengen: uno in entrata apposto a Francoforte il 01/03/2024 e l’altro timbro in uscita apposto a Bari il 08/04/2024. Si chiede pertanto come debba essere calcolato il periodo dei 90 gg. di regolarità nei 180 gg.

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    Riconoscimento cittadinanza italiana iure sanguinis: atto di nascita con annotazione a margine di rettifica del cognome https://www.servizidemografici.com/il-caso-riconoscimento-cittadinanza-italiana-iure-sanguinis-atto-di-nascita-con-annotazione-a-margine-di-rettifica-del-cognome/ https://www.servizidemografici.com/il-caso-riconoscimento-cittadinanza-italiana-iure-sanguinis-atto-di-nascita-con-annotazione-a-margine-di-rettifica-del-cognome/#respond Fri, 11 Oct 2024 06:10:00 +0000 https://www.servizidemografici.com/?p=65857

    Un cittadino di origine argentina nell’ambito della procedura di riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis presenta l’atto di nascita di un ascendente con annotazione di rettifica a margine riguardante il cognome. Il provvedimento presentato, che risulta essere una trascrizione di una sentenza effettuata dall’Ufficiale dello Stato Civile, può essere accettato oppure deve essere presentata la sentenza integrale? e inoltre si chiede come valutare il rispetto dei diritti essenziali di difesa e la contrarietà all’ordine pubblico ai sensi della legge 218/1995.

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    La Corte di Cassazione ridefinisce i criteri per il riconoscimento della cittadinanza jure sanguinis https://www.servizidemografici.com/la-corte-di-cassazione-ridefinisce-i-criteri-per-il-riconoscimento-della-cittadinanza-jure-sanguinis/ https://www.servizidemografici.com/la-corte-di-cassazione-ridefinisce-i-criteri-per-il-riconoscimento-della-cittadinanza-jure-sanguinis/#respond Thu, 12 Sep 2024 06:40:14 +0000 https://www.servizidemografici.com/la-corte-di-cassazione-ridefinisce-i-criteri-per-il-riconoscimento-della-cittadinanza-jure-sanguinis/
    Un provvedimento storico

    Il riconoscimento della cittadinanza italiana jure sanguinis ha subito un cambiamento significativo con il recente intervento della Corte di Cassazione. Con l’ordinanza n. 454 dell’8 gennaio 2024, la Corte Suprema ha ridefinito e ristretto i criteri necessari per la trasmissione della cittadinanza ai figli di cittadini italiani nati all’estero. Questo provvedimento, destinato a segnare un punto di svolta storico, offre una nuova interpretazione degli articoli 7 e 12 della legge del 13 giugno 1912, n. 555, apportando modifiche profonde alle precedenti prassi giurisprudenziali. In questa analisi, esploreremo le motivazioni della Corte, le implicazioni pratiche di questa decisione e i possibili sviluppi futuri nel campo del riconoscimento della cittadinanza italiana per discendenza.

    Le norme esaminate

    La Corte ha fornito una nuova interpretazione, significativamente dirompente rispetto ai precedenti giurisprudenziali, degli articoli 7 e 12 della legge del 13 giugno 1912, n. 555. Questi articoli riprendono quanto previsto dal codice civile del Regno d’Italia, che consentiva il mantenimento della doppia cittadinanza (italiana e straniera) per coloro che fossero italiani per discendenza (jure sanguinis) e avessero acquisito una seconda cittadinanza straniera secondo l’ordinamento giuridico dello Stato di nascita (jure soli), anche nel caso in cui durante la loro minore età il padre si fosse naturalizzato nello Stato straniero, rinunciando volontariamente alla cittadinanza italiana.

    Il caso

    Un cittadino statunitense ha presentato ricorso in Cassazione dopo che il Tribunale di Roma e la Corte d’Appello di Roma avevano respinto il riconoscimento della sua cittadinanza italiana jure sanguinis. Il ricorrente sosteneva di avere la doppia cittadinanza alla nascita: quella statunitense per nascita e quella italiana per discendenza diretta da un cittadino italiano originario della provincia di Salerno, emigrato negli Stati Uniti nei primi anni del XX secolo.

    Il diniego del Tribunale di Roma

    Il Tribunale di Roma, con decisione confermata in appello, ha rilevato che l’avo italiano del ricorrente aveva perso la cittadinanza italiana a seguito della naturalizzazione negli USA nel 1910. Questa scelta si era estesa anche al figlio minore, nato negli Stati Uniti nel 1909, privandolo della cittadinanza italiana alla quale il padre aveva rinunciato. L’art. 11 del codice civile del Regno d’Italia stabiliva infatti che la cittadinanza italiana si perdesse per rinuncia e che la moglie e i figli di colui che avevano perso la cittadinanza diventassero stranieri, a meno che non avessero continuato a risiedere nel Regno. Il figlio minore non aveva esercitato entro un anno dal raggiungimento della maggiore età (all’epoca determinata al compimento del 21° anno) la facoltà di riacquistare la cittadinanza italiana, interrompendo così la catena genealogica necessaria per il riconoscimento della cittadinanza per discendenza.

    Le precedenti interpretazioni

    Questo provvedimento rappresenta una svolta rispetto alle interpretazioni precedenti adottate dagli uffici pubblici e dalla giurisprudenza maggioritaria. Due circolari del Ministero dell’Interno (n. K28.1 dell’8 aprile 1991) e del Ministero degli Affari Esteri (n. 9 del 4 luglio 2001) prevedevano che questa regola non si applicasse a chi fosse nato contemporaneamente italiano jure sanguinis da genitore italiano e straniero per nascita sul territorio di un altro Stato che applica l’attribuzione di cittadinanza jure soli. Il Consiglio di Stato aveva stabilito che questa casistica dovesse essere regolata dall’art. 7 della legge n. 555/1912, secondo cui “il cittadino italiano nato e residente in uno Stato estero, dal quale sia ritenuto proprio cittadino per nascita, conserva la cittadinanza italiana”.

    Le motivazioni della Cassazione

    La Cassazione ha basato la sua nuova interpretazione su due principi fondamentali. In primo luogo, la ratio legis delle norme esaminate richiedeva che una persona dichiarasse la propria lealtà esclusivamente a uno Stato sovrano. Il giuramento di fedeltà a un nuovo Stato per acquisirne la cittadinanza comportava la rinuncia alla cittadinanza italiana, e la famiglia doveva seguire le sorti del capofamiglia. In secondo luogo, le norme italiane miravano a prevenire l’apolidia, mantenendo la cittadinanza italiana solo per chi non ne possedeva una seconda. Il fatto che il minore avesse già una cittadinanza straniera al momento della naturalizzazione del padre era irrilevante.

    I prevedibili sviluppi

    È prevedibile che le future richieste di riconoscimento della cittadinanza jure sanguinis, in presenza di circostanze analoghe a quelle esaminate dalla Cassazione, saranno respinte. Le situazioni già determinate e divenute definitive non dovrebbero essere a rischio, mentre per i procedimenti amministrativi in corso sarà necessario un intervento solerte del Ministero dell’Interno per fornire indicazioni agli ufficiali dello stato civile, evitando revisioni ex officio degli atti passati in assenza di sollecitazioni di parte.

    Considerazioni finali

    Negli ultimi tempi, si sono intensificate le riflessioni sulle modalità di trasmissione della cittadinanza, considerando la difficoltà di trovare un equilibrio tra i diversi interessi e diritti in gioco. Questo provvedimento giudiziario evidenzia la necessità di aggiornare le leggi in materia, poiché le loro applicazioni hanno conseguenze significative sia sulla vita degli individui che dello Stato.


    Chiarimenti essenziali: le nostre FAQ


    1) Cosa cambia con l’ordinanza n. 454 dell’8 gennaio 2024 della Corte di Cassazione?
    L’ordinanza ridefinisce e restringe i requisiti per la trasmissione della cittadinanza italiana jure sanguinis ai figli di cittadini italiani nati all’estero, interrompendo la catena genealogica in specifiche circostanze.

    2) Qual è il caso esemplificativo che ha portato a questa decisione?
    Un cittadino statunitense, discendente di un emigrato italiano, ha visto respinta la sua richiesta di riconoscimento della cittadinanza italiana poiché il suo avo aveva perso la cittadinanza italiana dopo essersi naturalizzato negli Stati Uniti nel 1910, estendendo questa perdita anche al figlio minore nato nel 1909.

    3) Perché il Tribunale di Roma ha respinto la richiesta di cittadinanza?
    Il Tribunale ha stabilito che, secondo l’art. 11 del codice civile del Regno d’Italia, la cittadinanza italiana si perde per rinuncia, e questa perdita si estende alla moglie e ai figli minori, a meno che non continuino a risiedere nel Regno d’Italia.

    4) Come si differenzia questa decisione dalle interpretazioni precedenti?
    In precedenza, le circolari del Ministero dell’Interno e del Ministero degli Affari Esteri prevedevano che la perdita della cittadinanza non si applicasse a chi avesse doppia cittadinanza alla nascita. La nuova interpretazione della Cassazione si discosta da questa linea.

    5) Quali sono le motivazioni principali della nuova interpretazione giurisprudenziale?
    La Cassazione basa la sua decisione su due motivi: la necessità di esclusiva lealtà verso uno Stato sovrano e la prevenzione dell’apolidia, mantenendo la cittadinanza italiana solo per chi non ne possiede un’altra.

    6) Quali sono i prevedibili sviluppi delle richieste di cittadinanza?
    Le future richieste di cittadinanza jure sanguinis in circostanze simili saranno probabilmente respinte. Le situazioni giudizialmente definitive non dovrebbero essere a rischio, mentre i procedimenti amministrativi in corso potrebbero necessitare di nuove linee guida dal Ministero dell’Interno.


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    Falsificazione di atti nella procedura per il riconoscimento della cittadinanza italiana https://www.servizidemografici.com/falsificazione-di-atti-nella-procedura-per-il-riconoscimento-della-cittadinanza-italiana/ https://www.servizidemografici.com/falsificazione-di-atti-nella-procedura-per-il-riconoscimento-della-cittadinanza-italiana/#respond Fri, 02 Aug 2024 06:12:13 +0000 https://www.servizidemografici.com/falsificazione-di-atti-nella-procedura-per-il-riconoscimento-della-cittadinanza-italiana/
    Negli ultimi anni, l’incremento delle richieste di riconoscimento della cittadinanza italiana da parte dei discendenti di emigranti italiani, specialmente provenienti dai Paesi sudamericani, è stato significativo. Questo fenomeno è principalmente motivato dalla crisi economica in queste regioni, che spinge molte persone a cercare un “passaporto europeo” per lavorare nei Paesi dell’Unione Europea e negli Stati Uniti d’America. Tuttavia, tale aumento delle richieste ha portato anche a un incremento dei casi di falsificazione di documenti necessari per ottenere la cittadinanza italiana iure sanguinis. Questo approfondimento analizza le problematiche legate alla falsificazione di atti, le misure di cautela necessarie e le difficoltà che incontrano gli ufficiali di stato civile nel verificare l’autenticità della documentazione presentata.

    La crescita delle richieste di cittadinanza

    La crisi economica in molti Paesi sudamericani ha portato a un aumento delle richieste di riconoscimento della cittadinanza italiana da parte dei discendenti degli emigranti italiani. Questi discendenti cercano di ottenere un “passaporto europeo” per lavorare nei Paesi dell’Unione Europea e negli Stati Uniti d’America. Molte di queste richieste vengono presentate direttamente ai comuni italiani, poiché i Consolati italiani all’estero sono spesso sovraccarichi.

    Problemi di falsificazione

    Purtroppo, insieme alle richieste legittime, sono emersi molti casi di falsificazione di documenti, in particolare dai Paesi sudamericani. Già nel 2007, il Ministero dell’Interno aveva rilevato un aumento di casi di falsificazione e/o contraffazione di documenti di stato civile utilizzati per richiedere la cittadinanza italiana iure sanguinis. Il Ministero vuole sensibilizzare l’attenzione degli enti interessati sulla necessità di una estrema cautela nell’acquisizione e nella valutazione dei documenti che vengono presentati ai fini dell’acquisizione della cittadinanza italiana per discendenza.
    Ribadisce, infatti, la scrupolosa osservanza delle previsioni della circolare k.28.1 del 1991, che fissa i principi e le cautele da utilizzare durante il procedimento per il riconoscimento del possesso della cittadinanza italiana ai cittadini stranieri di ceppo italiano, attenendosi a quanto ivi disposto anche laddove sorgano dubbi circa l’autenticità della documentazione presentata.

    Necessità di cautela e collaborazione

    Il Ministero dell’Interno ha sottolineato la necessità di un’estrema cautela nell’acquisizione e valutazione dei documenti presentati per il riconoscimento della cittadinanza italiana. Gli ufficiali dello stato civile devono contattare i Consolati competenti per verificare l’autenticità dei documenti, soprattutto quando questi vengono presentati direttamente dagli interessati.

    Difficoltà di verifica

    Gli ufficiali di stato civile incontrano notevoli difficoltà nell’analizzare documenti formati secondo normative straniere. La legalizzazione di un documento da parte di un’autorità diplomatica non garantisce la sua autenticità, ma attesta solo la legittimità della sottoscrizione. È quindi compito dell’ufficiale di stato civile verificare il contenuto del documento.

    Ostacoli e limitazioni

    La collaborazione con le autorità consolari è essenziale per contrastare la falsificazione degli atti, ma spesso i Consolati non riescono a rispondere alle richieste degli ufficiali di stato civile a causa di carenze di personale e difficoltà oggettive di controllo. In alcuni casi, i Consolati hanno dichiarato di non poter soddisfare le richieste, precisando di non avere elementi sufficienti per esprimersi sulla veridicità dei documenti.

    Conclusioni

    La falsificazione di documenti è un problema significativo nella procedura per il riconoscimento della cittadinanza italiana. Gli “estratti di nascita” falsi, che non corrispondono ad atti registrati negli uffici di stato civile dei Paesi stranieri, rappresentano una sfida per gli ufficiali di stato civile. Questi ultimi dispongono di pochi strumenti per valutare e riconoscere la falsità dei documenti presentati.

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    Il cognome a seguito del riconoscimento iure sanguinis da parte dell’ufficiale di stato civile e del Console https://www.servizidemografici.com/il-cognome-a-seguito-del-riconoscimento-iure-sanguinis-da-parte-dellufficiale-di-stato-civile-e-del-console/ https://www.servizidemografici.com/il-cognome-a-seguito-del-riconoscimento-iure-sanguinis-da-parte-dellufficiale-di-stato-civile-e-del-console/#respond Wed, 10 Jul 2024 07:14:37 +0000 https://www.servizidemografici.com/il-cognome-a-seguito-del-riconoscimento-iure-sanguinis-da-parte-dellufficiale-di-stato-civile-e-del-console/
    Il tema della determinazione del cognome a seguito del riconoscimento iure sanguinis rappresenta un aspetto di rilevante importanza giuridica e amministrativa per i cittadini italiani nati all’estero. La complessità del sistema normativo italiano, in combinazione con le peculiarità delle legislazioni straniere, solleva numerose questioni interpretative e applicative. In particolare, il processo di trascrizione degli atti di stato civile implica una precisa analisi delle generalità riportate negli atti di nascita e di matrimonio, al fine di garantire la corretta identificazione del cittadino italiano secondo le disposizioni vigenti.

    Il cognome dopo il riconoscimento iure sanguinis

    A partire dal momento in cui l’ufficiale di stato civile o il Console riconosce il possesso ininterrotto della cittadinanza italiana, sorge la questione del cognome spettante al cittadino italiano. Durante la trascrizione degli atti di stato civile del richiedente, è fondamentale rispettare le generalità riportate negli atti trascritti.
    Poiché l’interessato è cittadino italiano dalla nascita, dovrà essere identificato con il cognome previsto dall’ordinamento italiano. Se il cognome differisce, si applicherà l’art. 98, comma 2 del d.P.R. 396/2000, come indicato nella circolare del Ministero dell’Interno n. 397 del 15 maggio 2008. La circolare distingue tra chi possiede solo la cittadinanza italiana e chi, alla nascita, ha acquisito anche altre cittadinanze.

    Casi di sola cittadinanza italiana

    Per chi possiede solo la cittadinanza italiana, l’art. 98, comma 2 si applica integralmente. Questo vale anche per chi acquista la cittadinanza italiana perdendo quella d’origine. In tali casi, il cognome spettante è soggetto esclusivamente alla disciplina giuridica italiana, necessitando di una correzione ex lege se il cognome attribuito all’estero non rispetta la normativa italiana.

    Casi di doppia cittadinanza

    Per chi alla nascita ha acquisito anche altre cittadinanze, le generalità risultanti dall’atto di nascita devono essere rispettate. L’ufficiale di stato civile trascriverà l’atto di nascita senza apportare variazioni al cognome originario. Tuttavia, l’interessato può richiedere l’applicazione della normativa italiana e la conseguente correzione del cognome secondo la nostra legge.

    Problemi nei discendenti

    Il problema del cognome può emergere nelle discendenze successive, soprattutto se il cognome cambia per effetto del matrimonio o altre vicende riconosciute all’estero ma non dall’ordinamento italiano. Se il padre, cittadino italiano dalla nascita, ha avuto un cambiamento di generalità, il cognome variato del figlio con doppia cittadinanza dovrà essere rispettato. La stessa logica vale per la madre.

    Non riconoscimento di variazioni amministrative

    Le variazioni di cognome amministrative o per scelta dell’interessato, come nel caso di matrimonio, non sono riconosciute dall’ordinamento italiano. Un cambiamento di cognome all’estero può essere riconosciuto efficace in Italia solo se soddisfa le condizioni degli artt. 64 e seguenti della legge 218/1995. Se la variazione ha carattere amministrativo, sarà necessaria una nuova istanza alla competente autorità italiana.

    Implicazioni per le donne che cambiano cognome per matrimonio

    Se una donna modifica il proprio cognome a seguito di matrimonio, non potrà mantenere le nuove generalità con un semplice atto amministrativo. In quanto cittadina italiana dalla nascita, dovrà assumere il cognome attribuito alla nascita, come stabilito dall’art. 98, comma 2 del d.P.R. 396/2000. Sul suo atto di matrimonio dovrà essere annotato il cognome originale.

    Traduzione di cognomi stranieri

    Il cognome dei discendenti può variare rispetto a quello dell’avo a causa di errori di trascrizione. Prima di richiedere il riconoscimento della cittadinanza italiana, è possibile rettificare i cognomi tramite provvedimenti giurisdizionali. Tali rettifiche devono essere riconosciute efficaci in Italia ai sensi dell’art. 66 della legge 218/1995.

    Conclusione

    L’ufficiale di stato civile deve verificare caso per caso la situazione esistente al fine di applicare correttamente le disposizioni sul cognome. Se necessario, deve informare l’interessato delle condizioni per operare una correzione del cognome, permettendogli di agire in sede giudiziaria per tutelare i propri diritti.

    Modulistica

    Comunicazione all’interessato di variazione del cognome
    Comunicazione all’anagrafe di variazione del cognome

    La cittadinanza iure sanguinis

    Nel testo si approfondiscono gli aspetti procedurali e le problematiche del riconoscimento del possesso ininterrotto della cittadinanza italiana iure sanguinis ai cittadini di origine italiana: si tratta di un fenomeno in costante e rapida crescita che dopo aver investito i consolati italiani all’estero, non più in grado di rispondere alle richieste dei cittadini nei termini previsti, ha coinvolto massicciamente i comuni italiani e subissato i nostri tribunali di richieste di riconoscimenti giudiziali, che poi ricadono ancora sugli uffici demografici per i tanti adempimenti conseguenti.Nel volume si esaminano gli adempimenti e le procedure anagrafiche, quale primo passaggio per attivare la competenza del comune; ci si sofferma sulle norme relative alla discendenza dell’avo e alla trasmissione della cittadinanza italiana attraverso i diversi soggetti coinvolti fino al richiedente.Viene richiamata la giurisprudenza della Corte Costituzionale, della Corte di Cassazione e di merito, pronunce che rappresentano spesso l’elemento decisivo per definire correttamente le istanze.Si illustrano i compiti dell’ufficiale dello stato civile, fino alla definizione dell’istanza, all’eventuale trascrizione degli atti di stato civile e ai conseguenti adempimenti anagrafici.Il volume, oltre a richiamare la normativa e le circolari di riferimento, è ricco di esempi pratici e di modulistica da utilizzare per le diverse procedure.Attraverso la realizzazione di quest’opera, gli autori desiderano offrire uno strumento operativo di reale e concreto supporto per tutti coloro che sono coinvolti nella procedura del riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis, affinchè siano sempre nella condizione di affrontarla correttamente, nel rispetto della normativa vigente.Renzo CalvigioniGià responsabile Servizi Demografici, esperto e docente Anusca, Direttore della Rivista “I Servizi Demografici”.Tiziana PiolaResponsabile Servizi Demografici del comune di Savona, esperta e docente Anusca.

    Renzo Calvigioni, Tiziana Piola | 2024 Maggioli Editore

    65.00 €  52.00 €

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    Riconoscimento della cittadinanza italiana: avo e naturalizzazione https://www.servizidemografici.com/riconoscimento-della-cittadinanza-italiana-avo-e-naturalizzazione/ https://www.servizidemografici.com/riconoscimento-della-cittadinanza-italiana-avo-e-naturalizzazione/#respond Thu, 04 Jul 2024 07:00:54 +0000 https://www.servizidemografici.com/riconoscimento-della-cittadinanza-italiana-avo-e-naturalizzazione/
    Il riconoscimento della cittadinanza italiana per discendenza richiede una meticolosa verifica storica e documentale. Comprendere le specifiche normative e raccogliere la documentazione necessaria sono passaggi fondamentali per dimostrare la discendenza e la continuità della cittadinanza italiana.

    Avo italiano e naturalizzazione
    L’avo nato in Italia e emigrato all’estero può trasmettere la cittadinanza italiana ai discendenti, a condizione che non sia deceduto o naturalizzato straniero prima del 17 marzo 1861. Un elemento distintivo della legislazione italiana è l’assenza di limiti generazionali per l’accertamento della cittadinanza per discendenza, a differenza della maggior parte degli altri Paesi che limitano la trasmissione della cittadinanza alla seconda o terza generazione.

    Importanza delle date di annessione
    La trasmissione della cittadinanza italiana è strettamente legata alle date di annessione degli stati preunitari al Regno d’Italia. Ad esempio, le attuali province di Mantova, Verona, Vicenza, Rovigo, Padova, Venezia, Treviso, Belluno, Udine e Pordenone sono state annesse il 19 ottobre 1866. Le province di Roma, Latina, Frosinone e Viterbo sono state annesse il 20 settembre 1870, mentre Trento, Bolzano, Trieste e Gorizia il 16 luglio 1920. È cruciale ottenere l’atto di morte dell’avo per verificare che non sia deceduto prima di queste annessioni.

    Documentazione necessaria
    Per accertare che l’avo italiano possa trasmettere la cittadinanza, è fondamentale acquisire l’atto di morte o il certificato di morte dell’avo. Non è necessario ottenere gli atti di morte dei discendenti se sono nati dopo il 1861 o le date successive di annessione dei territori al Regno d’Italia.

    Naturalizzazione e perdita della cittadinanza
    È importante verificare che l’avo non abbia acquisito la cittadinanza straniera prima della nascita del discendente. La naturalizzazione straniera comporta la perdita della cittadinanza italiana e influenza la possibilità di trasmettere la cittadinanza ai discendenti. La legge del 1912, all’articolo 8, stabilisce che l’acquisto volontario della cittadinanza straniera da parte dell’avo italiano comporta la perdita della cittadinanza italiana.
    L’articolo 7 della legge 555/1912 consentiva al figlio di un italiano nato all’estero di mantenere la cittadinanza italiana anche se il genitore l’avesse persa durante la sua minore età. Questa disposizione derogava al principio dell’unicità della cittadinanza e alla dipendenza della cittadinanza del figlio minore da quella del padre. Tuttavia, se lo stato estero non riconosceva la cittadinanza per ius soli, l’articolo 12 della stessa legge disponeva che i figli minori avrebbero perso la cittadinanza italiana in caso di naturalizzazione del genitore.

    Accertamento della discendenza
    Per il riconoscimento della cittadinanza italiana, è necessario dimostrare la discendenza da un avo italiano, verificare che l’avo non abbia perso la cittadinanza fino alla nascita del discendente, presentare atti di stato civile corretti e legalizzati, e attestare che né l’istante né gli ascendenti abbiano mai rinunciato alla cittadinanza italiana.

    Procedure di accertamento
    L’autorità competente per l’accertamento varia in base alla residenza del richiedente. Per i residenti all’estero, l’ufficio consolare territorialmente competente effettua l’accertamento. La documentazione necessaria per attestare la mancata naturalizzazione varia a seconda del paese di emigrazione dell’avo italiano, ad esempio in Argentina è rilasciata dalla Camera elettorale, in Brasile dal Ministero della Giustizia e in Uruguay dalla Corte elettorale.

    Modifiche nei registri di stato civile
    In caso di naturalizzazione straniera dell’avo, l’ufficiale di stato civile deve aggiornare i registri di cittadinanza e annotare l’atto di nascita del naturalizzato con le debite variazioni. Se l’atto di naturalizzazione è stato trasmesso al consolato italiano all’estero, il sindaco deve attestare la perdita della cittadinanza italiana e questa attestazione deve essere trascritta nei registri di cittadinanza e annotata sull’atto di nascita dell’interessato.

    La cittadinanza iure sanguinis

    Nel testo si approfondiscono gli aspetti procedurali e le problematiche del riconoscimento del possesso ininterrotto della cittadinanza italiana iure sanguinis ai cittadini di origine italiana: si tratta di un fenomeno in costante e rapida crescita che dopo aver investito i consolati italiani all’estero, non più in grado di rispondere alle richieste dei cittadini nei termini previsti, ha coinvolto massicciamente i comuni italiani e subissato i nostri tribunali di richieste di riconoscimenti giudiziali, che poi ricadono ancora sugli uffici demografici per i tanti adempimenti conseguenti.Nel volume si esaminano gli adempimenti e le procedure anagrafiche, quale primo passaggio per attivare la competenza del comune; ci si sofferma sulle norme relative alla discendenza dell’avo e alla trasmissione della cittadinanza italiana attraverso i diversi soggetti coinvolti fino al richiedente.Viene richiamata la giurisprudenza della Corte Costituzionale, della Corte di Cassazione e di merito, pronunce che rappresentano spesso l’elemento decisivo per definire correttamente le istanze.Si illustrano i compiti dell’ufficiale dello stato civile, fino alla definizione dell’istanza, all’eventuale trascrizione degli atti di stato civile e ai conseguenti adempimenti anagrafici.Il volume, oltre a richiamare la normativa e le circolari di riferimento, è ricco di esempi pratici e di modulistica da utilizzare per le diverse procedure.Attraverso la realizzazione di quest’opera, gli autori desiderano offrire uno strumento operativo di reale e concreto supporto per tutti coloro che sono coinvolti nella procedura del riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis, affinchè siano sempre nella condizione di affrontarla correttamente, nel rispetto della normativa vigente.Renzo CalvigioniGià responsabile Servizi Demografici, esperto e docente Anusca, Direttore della Rivista “I Servizi Demografici”.Tiziana PiolaResponsabile Servizi Demografici del comune di Savona, esperta e docente Anusca.

    Renzo Calvigioni, Tiziana Piola | 2024 Maggioli Editore

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    La cittadinanza iure sanguinis https://www.servizidemografici.com/la-cittadinanza-iure-sanguinis/ https://www.servizidemografici.com/la-cittadinanza-iure-sanguinis/#respond Wed, 03 Jul 2024 05:40:11 +0000 https://www.servizidemografici.com/la-cittadinanza-iure-sanguinis/
    Il volume “La cittadinanza iure sanguinis” a firma di Renzo Calvigioni e Tiziana Piola, edito da Maggioli nasce da una situazione attuale estremamente complessa: le richieste di cittadinanza italiana, basate sull’ascendenza da un avo italiano, hanno raggiunto proporzioni enormi, mettendo a rischio il funzionamento dei Consolati italiani all’estero e degli uffici demografici dei Comuni in Italia. Le richieste giudiziarie, precedentemente gestite dal Tribunale di Roma, sono cresciute in modo esponenziale, portando a una revisione dei criteri di giurisdizione.

    Temi centrali e contenuti

    Il volume “La cittadinanza iure sanguinis” offre una panoramica approfondita sul processo di acquisizione e riconoscimento della cittadinanza italiana. Gli autori trattano vari aspetti del tema, inclusi i principi generali, il quadro normativo di riferimento, le condizioni preliminari per il riconoscimento dello status italiano, le procedure di anagrafe e di stato civile, e le applicazioni pratiche.

    Principi generali e quadro normativo
    Il testo esplora i principi fondamentali e il quadro legislativo che regolano la cittadinanza italiana, fornendo un contesto chiaro e dettagliato per chi intende avvalersi di questo diritto.

    Condizioni preliminari
    Le condizioni necessarie per ottenere il riconoscimento della cittadinanza italiana sono spiegate in dettaglio. Tra queste, si discutono aspetti come la dimora abituale, il domicilio e la residenza temporanea, nonché la verifica della discendenza da un avo italiano.

    Procedure di anagrafe e stato civile
    Vengono illustrate le procedure anagrafiche e di stato civile necessarie per il riconoscimento della cittadinanza. Il libro guida il lettore attraverso le modalità di presentazione delle istanze, la documentazione richiesta e i tempi di conclusione del processo.

    Riconoscimento della cittadinanza per discendenza
    Particolare attenzione è dedicata al riconoscimento della cittadinanza per coloro che vantano un avo italiano. Sono trattati i limiti generazionali, i vantaggi del passaporto italiano ottenuto attraverso questa procedura e il fenomeno delle agenzie che assistono i discendenti di italiani nell’ingresso in Italia.

    Trascrizione degli atti di stato civile
    Il processo di trascrizione degli atti di stato civile e il suo legame con il riconoscimento della cittadinanza italiana sono analizzati in modo dettagliato. Sono spiegate le modalità per richiedere la trascrizione e i requisiti necessari.

    Strumenti pratici
    Il libro include moduli compilabili che facilitano la procedura burocratica e offre accesso gratuito a un video di approfondimento online, rendendolo uno strumento pratico per chiunque desideri ottenere la cittadinanza italiana.

    La cittadinanza iure sanguinis” è stato pubblicato nel marzo 2024 e rappresenta una risorsa essenziale per chi desidera comprendere e navigare il complesso processo di acquisizione della cittadinanza italiana per discendenza.

    Modalità di consultazione e contenuti aggiuntivi

    L’acquisto del volume include l’accesso gratuito ai seguenti videocorsi:

    • Il cognome a seguito del riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis, a cura di Renzo Calvigioni
    • Le ordinanze e le sentenze che riconoscono la cittadinanza iure sanguinis: gli adempimenti dell’ufficiale di stato civile, a cura di Tiziana Piola

    Ricordiamo inoltre che compreso nel volume è disponibile l’accesso alla versione digitale iLibro, che consente:
    – la consultazione online;
    – l’utilizzo del motore di ricerca per parola e concetti all’interno del volume;
    – il collegamento diretto alla normativa (sempre aggiornata e in multivigenza), alla prassi e alla giurisprudenza citate nel testo.

    La cittadinanza iure sanguinis

    Nel testo si approfondiscono gli aspetti procedurali e le problematiche del riconoscimento del possesso ininterrotto della cittadinanza italiana iure sanguinis ai cittadini di origine italiana: si tratta di un fenomeno in costante e rapida crescita che dopo aver investito i consolati italiani all’estero, non più in grado di rispondere alle richieste dei cittadini nei termini previsti, ha coinvolto massicciamente i comuni italiani e subissato i nostri tribunali di richieste di riconoscimenti giudiziali, che poi ricadono ancora sugli uffici demografici per i tanti adempimenti conseguenti.Nel volume si esaminano gli adempimenti e le procedure anagrafiche, quale primo passaggio per attivare la competenza del comune; ci si sofferma sulle norme relative alla discendenza dell’avo e alla trasmissione della cittadinanza italiana attraverso i diversi soggetti coinvolti fino al richiedente.Viene richiamata la giurisprudenza della Corte Costituzionale, della Corte di Cassazione e di merito, pronunce che rappresentano spesso l’elemento decisivo per definire correttamente le istanze.Si illustrano i compiti dell’ufficiale dello stato civile, fino alla definizione dell’istanza, all’eventuale trascrizione degli atti di stato civile e ai conseguenti adempimenti anagrafici.Il volume, oltre a richiamare la normativa e le circolari di riferimento, è ricco di esempi pratici e di modulistica da utilizzare per le diverse procedure.Attraverso la realizzazione di quest’opera, gli autori desiderano offrire uno strumento operativo di reale e concreto supporto per tutti coloro che sono coinvolti nella procedura del riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis, affinchè siano sempre nella condizione di affrontarla correttamente, nel rispetto della normativa vigente.Renzo CalvigioniGià responsabile Servizi Demografici, esperto e docente Anusca, Direttore della Rivista “I Servizi Demografici”.Tiziana PiolaResponsabile Servizi Demografici del comune di Savona, esperta e docente Anusca.

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    L’avo emigrato si naturalizza straniero durante la minore età del figlio https://www.servizidemografici.com/il-caso-lavo-emigrato-si-naturalizza-straniero-durante-la-minore-eta-del-figlio/ https://www.servizidemografici.com/il-caso-lavo-emigrato-si-naturalizza-straniero-durante-la-minore-eta-del-figlio/#respond Tue, 02 Jul 2024 07:06:03 +0000 https://www.servizidemografici.com/il-caso-lavo-emigrato-si-naturalizza-straniero-durante-la-minore-eta-del-figlio/
    Una cittadina argentina ha presentato istanza per il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis nel mio Comune. L’avo italiano (nonno della richiedente) emigrato in Argentina è diventato cittadino naturalizzato argentino nel 1968 (come risulta da certificazione prodotta dall’interessata rilasciata da Potere Giudiziario della Nazione-Camera Nazionale Elettorale) prima della maggiore età del padre (nato in Argentina nel 1952). Secondo l’articolo 7 della legge 555/1912, il minore, figlio di cittadino italiano nato all’estero a cui è stata attribuita la cittadinanza secondo il principio dello ius soli, conserva la cittadinanza italiana acquistata alla nascita anche se il genitore durante la minore età del figlio nè incorre nella perdita. Il figlio ha facoltà di rinunciare alla cittadinanza italiana diventato maggiorenne. Da dichiarazione ricevuta dal Consolato italiano di Cordoba, competente per residenza della richiedente e dei suoi ascendenti, risulta che i suddetti non risultano aver fatto dichiarazione di rinuncia alla cittadinanza italiana. Devo fare ulteriori accertamenti per verificare che lo stato di cittadina italiana spetti alla richiedente? Allegati all’istanza la richiedente ha presentato tutti gli atti del nonno, del padre e suoi come previsto dalla circolare del Ministero dell’interno n. K.28.1 del 8/04/1991.

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    IL CASO – Ordinanza di riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis emessa dal Tribunale di Roma e trascrizione atti di nascita https://www.servizidemografici.com/il-caso-ordinanza-di-riconoscimento-della-cittadinanza-italiana-iure-sanguinis-emessa-dal-tribunale-di-roma-e-trascrizione-atti-di-nascita-dubbi-e-soluzioni/ https://www.servizidemografici.com/il-caso-ordinanza-di-riconoscimento-della-cittadinanza-italiana-iure-sanguinis-emessa-dal-tribunale-di-roma-e-trascrizione-atti-di-nascita-dubbi-e-soluzioni/#respond Wed, 29 May 2024 05:55:00 +0000 https://www.servizidemografici.com/il-caso-ordinanza-di-riconoscimento-della-cittadinanza-italiana-iure-sanguinis-emessa-dal-tribunale-di-roma-e-trascrizione-atti-di-nascita-dubbi-e-soluzioni/
    E’ pervenuta un’istanza da un avvocato per la trascrizione di atti di cittadini brasiliani riconosciuti italiani a seguito di Ordinanza del Tribunale di Roma. Dalla documentazione inviata emergono i dubbi di seguito indicati:
    1 – L’avvocato deve inviare anche la procura da parte dei ricorrenti nella quale gli viene conferito mandato agli adempimenti conseguenti l’acquisto della cittadinanza italiana?
    2 – L’istanza è soggetta ad imposta di bollo?
    3 – È pervenuto anche un atto di nascita di un minore non indicato nell’Ordinanza – nella stessa è indicato solamente il padre. Il minore non indicato in ordinanza acquista ugualmente la cittadinanza italiana?
    4 – Il bambino inoltre è nato quando i genitori non erano coniugati (lui è nato il 11.05.2016 e i genitori si sono coniugati tra loro il 26.08.2016). Il bambino alla nascita è stato dichiarato solo dal padre menzionando le generalità della madre. Chi trasmette la cittadinanza è il padre: dobbiamo trascrivere l’atto di nascita omettendo di certificare il cognome e nome della madre e chiedendo che la stessa faccia pervenire una dichiarazione pubblica nella quale consente di essere nominata nell’atto del figlio (ora, per allora), oppure considerato che i genitori si sono coniugati tra loro in un momento successivo alla nascita non dobbiamo richiedere nulla e possiamo certificare la maternità (simile alla nostra vecchia legittimazione)?

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