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	<title>Edilizia urbanistica: notizie, leggi e normative per Enti Locali e professionisti</title>
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	<description>Ediliziaurbanistica.it propone notizie, leggi e normative per uffici tecnici di Regioni, Province, Comuni e professionisti del campo edilizia &#38; urbanistica</description>
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	<title>Edilizia urbanistica: notizie, leggi e normative per Enti Locali e professionisti</title>
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		<title>Dehors e potere regolamentare del Comune</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Nov 2024 06:30:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 8474 del 23 ottobre 2024, ha confermato il potere dei Comuni di regolamentare e autorizzare l’installazione dei dehors, le strutture temporanee all’aperto destinate alla somministrazione di cibi e bevande, attraverso l’adozione di regolamenti comunali. La decisione riguarda il caso del Comune di Polignano a Mare, che ha [&#8230;]</p>
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<p>Il <a href="https://www.ediliziaurbanistica.it/doc/10395128"><strong>Consiglio di Stato, con la sentenza n. 8474 del 23 ottobre 2024</strong></a>, ha confermato il <strong>potere dei Comuni di regolamentare e autorizzare l’installazione dei dehors</strong>, le strutture temporanee all’aperto destinate alla somministrazione di cibi e bevande, attraverso l’adozione di <strong>regolamenti comunali.</strong> La decisione riguarda il caso del Comune di Polignano a Mare, che ha approvato un regolamento specifico per disciplinare le autorizzazioni necessarie per l’occupazione di suolo pubblico e privato.</p>
<p>In particolare, il Consiglio di Stato ha sottolineato come i Comuni possano, oltre a rilasciare i titoli edilizi e paesaggistici necessari, adottare regolamenti generali che definiscano le caratteristiche dei dehors per agevolare le procedure autorizzative e promuovere una sicurezza urbana volta a migliorare la vivibilità cittadina. Quando le strutture sono situate in aree sottoposte a vincolo paesaggistico, come nel caso di &#8220;zone bianche&#8221; individuate dal Comune, è tuttavia obbligatorio ottenere anche una <strong>specifica autorizzazione paesaggistica.</strong></p>
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		<title>Permesso di costruire in sanatoria: quando decorre il termine per impugnare?</title>
		<link>https://www.ediliziaurbanistica.it/permesso-di-costruire-in-sanatoria-quando-decorre-il-termine-per-impugnare.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Nov 2024 06:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edilizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consiglio di Stato ha stabilito con la sentenza del 17 ottobre 2024, n. 8316, che la “piena conoscenza” necessaria per il termine di impugnazione (dies a quo), ai sensi dell&#8217;art. 41, comma 2, del Codice del processo amministrativo (c.p.a.), non va intesa come una completa comprensione dell’atto e delle sue motivazioni. È sufficiente, infatti, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ediliziaurbanistica.it/permesso-di-costruire-in-sanatoria-quando-decorre-il-termine-per-impugnare.html">Permesso di costruire in sanatoria: quando decorre il termine per impugnare?</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ediliziaurbanistica.it">Edilizia urbanistica: notizie, leggi e normative per Enti Locali e professionisti</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Consiglio di Stato ha stabilito con la <a href="https://www.ediliziaurbanistica.it/doc/10395024">sentenza del 17 ottobre 2024, n. 8316</a></strong>, che la “piena conoscenza” necessaria per il termine di impugnazione (dies a quo), ai sensi dell&#8217;art. 41, comma 2, del Codice del processo amministrativo (c.p.a.), non va intesa come una completa comprensione dell’atto e delle sue motivazioni. È sufficiente, infatti, che il destinatario percepisca l’esistenza di un provvedimento amministrativo e la sua lesività per poter attivare il diritto di ricorso, garantendo così la certezza giuridica. Questo approccio è volto a equilibrare il diritto di difesa e il diritto al giusto processo con l’esigenza di avere un termine certo per le impugnazioni.</p>
<p>Nel caso specifico, il Consiglio di Stato ha riconosciuto che una precedente sentenza del TAR, resa tra le stesse parti e passata in giudicato, ha accertato la conoscenza da parte dell’appellante del permesso di <strong>costruire in sanatoria</strong>. Tale accertamento è stato quindi determinante nel fissare la data da cui decorre il termine per l&#8217;impugnazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Accesso agli atti relativi a abusivismo edilizio, tra trasparenza e riservatezza</title>
		<link>https://www.ediliziaurbanistica.it/accesso-agli-atti-relativi-a-abusivismo-edilizio-tra-trasparenza-e-riservatezza.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Oct 2024 06:30:37 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>
		<category><![CDATA[abusivismo edilizio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La questione presentata dal TAR Lombardia, (Sez. IV), del 24 ottobre 2024 con la sentenza n.2874 sull&#8217;accesso agli atti relativi a esposti di abusivismo edilizio pone un dibattito giuridico tra diritto alla trasparenza e tutela della riservatezza. Da una parte, una corrente giurisprudenziale tende a negare l’accesso, ritenendo prevalente il diritto alla riservatezza dell’autore dell’esposto. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ediliziaurbanistica.it/accesso-agli-atti-relativi-a-abusivismo-edilizio-tra-trasparenza-e-riservatezza.html">Accesso agli atti relativi a abusivismo edilizio, tra trasparenza e riservatezza</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ediliziaurbanistica.it">Edilizia urbanistica: notizie, leggi e normative per Enti Locali e professionisti</a>.</p>
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<div class="relative p-1 rounded-sm flex items-center justify-center bg-token-main-surface-primary text-token-text-primary h-8 w-8">La questione presentata dal <a href="https://www.ediliziaurbanistica.it/doc/10394986"><strong>TAR Lombardia, (Sez. IV), del 24 ottobre 2024 con la sentenza n.2874</strong></a> sull&#8217;accesso agli atti relativi a esposti di <strong>abusivismo edilizio pone un dibattito giuridico tra diritto alla trasparenza e tutela della riservatezza</strong>. Da una parte, una corrente giurisprudenziale tende a negare l’accesso, ritenendo prevalente il diritto alla riservatezza dell’autore dell’esposto. Questo orientamento si fonda sull’idea che la tutela della privacy dell’informatore possa evitare ritorsioni o discriminazioni, paragonandolo alle dichiarazioni dei lavoratori in sede ispettiva (ad esempio, Consiglio di Stato, sez. III, sentenza n. 1717/2021).</div>
</div>
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</div>
<h2></h2>
<h2>L&#8217;orientamento discordante</h2>
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<p>D’altra parte, un orientamento giurisprudenziale opposto sostiene che, una volta che l’esposto è entrato nella sfera amministrativa, il principio di trasparenza dovrebbe prevalere, poiché il denunciante non mantiene il controllo sull’atto. Questo approccio è fondato sul principio democratico di trasparenza, secondo cui l’accesso dovrebbe essere garantito anche agli atti che iniziano un’indagine, inclusi esposti e segnalazioni, specialmente se riguardano un procedimento contro un privato (come affermato dal Consiglio di Stato, sez. VI, sentenza n. 3601/2007).</p>
<p>Il Collegio, nel caso specifico, ha aderito a questo secondo orientamento, riconoscendo il diritto di accesso alla documentazione relativa all’esposto presentato, poiché la sua conoscenza è strumentale alla difesa del destinatario del procedimento.</p>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ediliziaurbanistica.it/accesso-agli-atti-relativi-a-abusivismo-edilizio-tra-trasparenza-e-riservatezza.html">Accesso agli atti relativi a abusivismo edilizio, tra trasparenza e riservatezza</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ediliziaurbanistica.it">Edilizia urbanistica: notizie, leggi e normative per Enti Locali e professionisti</a>.</p>
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		<item>
		<title>Pagamenti interventi riferiti a opere di rigenerazione urbana ai comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Oct 2024 06:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>
		<category><![CDATA[rigenerazione urbana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si comunica che, in data 22 ottobre 2024, all’esito delle verifiche effettuate sul sistema MOP della BDAP, questa Amministrazione relativamente ai progetti finanziati con Decreto Interdipartimentale del 19 ottobre 2022 ha disposto l’erogazione a titolo di acconto, ovvero relativamente agli stati di avanzamento lavori degli interventi finanziati e contabilizzati. In particolare, sono state erogate risorse in favore [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden">
<div class="field-items">
<div class="field-item even">
<p>Si comunica che, in data 22 ottobre 2024, all’esito delle verifiche effettuate sul sistema MOP della BDAP, questa Amministrazione relativamente ai progetti finanziati con <a href="https://dait.interno.gov.it/node/99941">Decreto Interdipartimentale del 19 ottobre 2022</a> ha disposto l’erogazione a titolo di acconto, ovvero relativamente agli stati di avanzamento lavori degli interventi finanziati e contabilizzati.</p>
<p>In particolare, sono state erogate risorse in favore di <strong>4 enti per un importo totale pari ad euro 1.789.792</strong> come dettagliate in allegato.</p>
<p>I mandati di pagamento sono stati inviati all’Ufficio di controllo del MEF (U.C.B. presso il Ministero dell’Interno), attraverso il Sistema SICOGE, per l’inoltro alla Banca d’Italia e il successivo accreditamento ai Comuni.</p>
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</div>
</div>
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<div></div>
<div class="field-label"><a href="http://www.ediliziaurbanistica.it/wp-content/uploads/comunicato-fl-28-10-2024-all-1.pdf"><strong>Allegati: &#8220;Elenco pagamento progetti Rigenerazione urbana&#8221;</strong></a></div>
<div class="field-items">
<div class="field-item even"></div>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ediliziaurbanistica.it/pagamenti-interventi-riferiti-a-opere-di-rigenerazione-urbana-ai-comuni-con-popolazione-inferiore-a-15-000-abitanti.html">Pagamenti interventi riferiti a opere di rigenerazione urbana ai comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ediliziaurbanistica.it">Edilizia urbanistica: notizie, leggi e normative per Enti Locali e professionisti</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Illegittimità del permesso edilizio in sanatoria dopo l&#8217;acquisizione comunale</title>
		<link>https://www.ediliziaurbanistica.it/illegittimita-del-permesso-edilizio-in-sanatoria-dopo-lacquisizione-comunale.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Oct 2024 06:30:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edilizia]]></category>
		<category><![CDATA[In primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[permessi di costruire]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel panorama giuridico relativo ai reati edilizi, un recente pronunciamento della Corte di Cassazione ha chiarito ulteriormente la questione dell&#8217;illegittimità dei permessi edilizi in sanatoria rilasciati successivamente all&#8217;acquisizione gratuita al patrimonio comunale dell&#8217;immobile abusivo. La sentenza n. 37948 del 16 ottobre 2024 della Sezione III ha infatti sottolineato come, una volta che l&#8217;immobile diviene di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ediliziaurbanistica.it/illegittimita-del-permesso-edilizio-in-sanatoria-dopo-lacquisizione-comunale.html">Illegittimità del permesso edilizio in sanatoria dopo l&#8217;acquisizione comunale</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ediliziaurbanistica.it">Edilizia urbanistica: notizie, leggi e normative per Enti Locali e professionisti</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel panorama giuridico relativo ai <strong>reati edilizi</strong>, un recente pronunciamento della Corte di Cassazione ha chiarito ulteriormente la questione dell&#8217;illegittimità dei permessi edilizi in sanatoria rilasciati successivamente all&#8217;acquisizione gratuita al patrimonio comunale dell&#8217;immobile abusivo. La <strong>s</strong><a href="https://www.ediliziaurbanistica.it/doc/10394875"><strong>entenza n. 37948 del 16 ottobre 2024 della Sezione III</strong> </a>ha infatti sottolineato come, una volta che l&#8217;immobile diviene di proprietà del <strong>comune dopo i 90 giorni dalla notifica dell&#8217;ordine di demolizione</strong> senza che siano state eseguite le demolizioni richieste, eventuali permessi di costruire in sanatoria emessi successivamente non sono considerati legittimi.</p>
<h2>La questione</h2>
<p>Questa decisione si allinea con le disposizioni dell&#8217;<a href="https://www.ediliziaurbanistica.it/doc/531818"><strong>art. 31 del D.P.R. n. 380 del 2001</strong></a>, che stabilisce le modalità e le conseguenze dell&#8217;inottemperanza agli ordini di demolizione, e sottolinea la funzione restitutiva dell&#8217;ordine di demolizione, inteso a ripristinare la legalità violata dalla costruzione abusiva. La Corte ha messo in luce la funzione dell&#8217;ordine di demolizione non solo come misura sanzionatoria, ma anche come strumento per il ripristino delle condizioni urbanistiche preesistenti, marcando la differenza tra questo e altri tipi di interventi amministrativi o giurisdizionali.</p>
<p>Inoltre, la sentenza ha ribadito che le preclusioni all&#8217;esecuzione di un ordine di demolizione possono derivare solo da cambiamenti che incidono sull&#8217;abusività stessa dell&#8217;opera o sulla sua destinazione a fini leciti, stabilendo così un principio importante per la gestione delle opere abusive e il loro trattamento legale.</p>
<p>La Corte ha anche evidenziato l&#8217;importanza di un esame approfondito e autonomo da parte del giudice dell&#8217;esecuzione, in riferimento alla validità delle eventuali concessioni post-acquisizione, sottolineando il ruolo del giudice penale nel valutare la legittimità dei provvedimenti di condono o sanatoria che potrebbero emergere nel caso specifico.</p>
<p>Questa pronuncia si configura quindi come un punto di riferimento cruciale per l&#8217;interpretazione delle norme che regolano la demolizione delle costruzioni abusive e il ripristino dello stato dei luoghi, rinforzando l&#8217;approccio rigoroso che deve essere seguito nella gestione delle violazioni edilizie e nella tutela del patrimonio urbanistico comunale.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ediliziaurbanistica.it/illegittimita-del-permesso-edilizio-in-sanatoria-dopo-lacquisizione-comunale.html">Illegittimità del permesso edilizio in sanatoria dopo l&#8217;acquisizione comunale</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ediliziaurbanistica.it">Edilizia urbanistica: notizie, leggi e normative per Enti Locali e professionisti</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Predominio del Piano Regolatore Portuale sul Piano Regolatore Generale</title>
		<link>https://www.ediliziaurbanistica.it/predominio-del-piano-regolatore-portuale-sul-piano-regolatore-generale.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Oct 2024 06:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>
		<category><![CDATA[piano regolatore generale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel contesto urbanistico italiano, il Piano Regolatore Portuale (PRP) emerge come strumento prevalente rispetto al Piano Regolatore Generale (PRG) nelle aree di sua competenza, ovvero le zone portuali e retro-portuali. Questa prevalenza è confermata da una recente sentenza del Consiglio di Stato, (Sez. V), n. 8263 del 15 ottobre 2024, che rafforza la posizione autonoma [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ediliziaurbanistica.it/predominio-del-piano-regolatore-portuale-sul-piano-regolatore-generale.html">Predominio del Piano Regolatore Portuale sul Piano Regolatore Generale</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ediliziaurbanistica.it">Edilizia urbanistica: notizie, leggi e normative per Enti Locali e professionisti</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel contesto urbanistico italiano, il Piano Regolatore Portuale (PRP) emerge come strumento prevalente rispetto al Piano Regolatore Generale (PRG) nelle aree di sua competenza, ovvero le zone portuali e retro-portuali. Questa prevalenza è confermata da una recente sentenza del<a href="https://www.ediliziaurbanistica.it/doc/10394873"><strong> Consiglio di Stato, (Sez. V), n. 8263 del 15 ottobre 2024</strong></a>, che rafforza la posizione autonoma del PRP nella pianificazione del territorio portuale.</p>
<h2>Il caso</h2>
<p>Il <strong>PRP,</strong> essendo un piano di rilevanza statale, si configura come l’unico strumento normativo per la regolamentazione delle aree portuali, detenendo un&#8217;autonomia decisionale garantita anche dalla riforma portuale recente. Tale autonomia è circoscritta dalla necessità di un parere non vincolante da parte delle Regioni e dei Comuni, i quali esprimono unicamente la loro opinione sulla coerenza delle pianificazioni con quelle delle aree limitrofe.</p>
<p>Questa preminenza giuridica del PRP si basa su principi fondamentali della legislazione urbanistica, sottolineati anche dalla Corte Costituzionale in precedenti sentenze (n. 6 del 26 gennaio 2023 e n. 408 del 1995). Questi principi stabiliscono che i piani settoriali, come il PRP, hanno la priorità sui piani generali, come il PRG, quando si tratta di regolare specifiche zone con peculiarità distinte, come quelle portuali.</p>
<p>Il carattere speciale del PRP implica che qualsiasi sviluppo o modifica nell&#8217;ambito portuale debba essere conforme alle direttive di questo piano, senza contravvenire alle disposizioni vigenti. Le attività concesse devono rispettare la pianificazione portuale attuale, senza alterarne l&#8217;assetto o interferire con i piani di sviluppo futuro.</p>
<p>Inoltre, la sentenza ribadisce l&#8217;importanza della precisione nel contestare provvedimenti amministrativi, sottolineando la necessità di una prova rigorosa dell&#8217;eventuale tardività dell&#8217;impugnazione. Tale onere di prova è a carico di chi solleva l&#8217;eccezione, che deve dimostrare la data effettiva in cui l&#8217;opponente ha avuto piena conoscenza dell&#8217;atto impugnato.</p>
<p>La giurisprudenza relativa, inclusi i casi citati dalla stessa sentenza del Consiglio di Stato, conferma l&#8217;approccio rigoroso richiesto nel processo amministrativo, evidenziando come la conoscenza concreta dei dettagli lesivi di un provvedimento sia essenziale per determinare il decorso dei termini di impugnativa.</p>
<p>In conclusione, la regolamentazione del territorio portuale in Italia è chiaramente delineata dal PRP, il quale, grazie alla sua specificità e rilevanza statuale, detiene una posizione di preponderanza rispetto al PRG, assicurando una gestione focalizzata e specializzata delle aree portuali nel rispetto degli <strong>interessi nazionali e internazionali nel traffico marittimo.</strong></p>
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		<title>Differenza tra interventi di demolizione-ricostruzione e nuova costruzione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Oct 2024 06:30:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La sentenza del TAR Marche n. 809 del 18 ottobre 2024 stabilisce criteri chiari per differenziare gli interventi di demolizione e ricostruzione da quelli di nuova costruzione nel campo dell&#8217;edilizia e urbanistica. Questa distinzione è fondamentale per determinare il regime autorizzativo applicabile. Demolizione e ricostruzione Gli interventi di demolizione e ricostruzione sono caratterizzati dalla mancanza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <a href="https://www.ediliziaurbanistica.it/doc/10394847"><strong>sentenza del TAR Marche n. 809 del 18 ottobre 2024</strong></a> stabilisce criteri chiari per differenziare gli interventi di demolizione e ricostruzione da quelli di nuova costruzione nel campo dell&#8217;edilizia e urbanistica. Questa distinzione è fondamentale per determinare il regime autorizzativo applicabile.</p>
<h2>Demolizione e ricostruzione</h2>
<p>Gli <strong>interventi di demolizione e ricostruzione sono caratterizzati dalla mancanza di variazioni sostanziali</strong> rispetto all&#8217;edificio originario. Questo significa che, pur potendo avvenire una completa demolizione del fabbricato, la ricostruzione deve rispettare il volume, l&#8217;altezza e la sagoma preesistenti. La normativa, specialmente dopo l&#8217;ampliamento del concetto operato dal decreto legislativo del 27 dicembre 2002, n. 301, non richiede una &#8220;fedele ricostruzione&#8221; in termini di dettagli estetici o strutturali interni, ma impone che le caratteristiche fondamentali come sagoma, superfici e volumi siano preservate.</p>
<h2>Nuova costruzione</h2>
<p>Contrariamente, un intervento si qualifica come nuova costruzione quando comporta la creazione di un edificio che si discosta in modo significativo da quello preesistente in termini di volume, sagoma o altezza. Questo tipo di costruzione è soggetto alle regolamentazioni specifiche per nuove edificazioni, che implicano requisiti di zonizzazione, distanze legali, impatto ambientale e altri parametri urbanistici più stringenti.</p>
<p>La differenza tra queste due categorie è quindi determinante per il tipo di permesso di costruire necessario. Mentre la demolizione e ricostruzione possono spesso avvalersi di procedure più semplificate se rispettano i parametri dell&#8217;edificio originario, la nuova costruzione richiede un iter autorizzativo più complesso, volto a garantire la conformità con le normative urbanistiche attuali.</p>
<p>Questa sentenza chiarisce ulteriormente la linea tra conservazione e innovazione nell&#8217;edilizia, stabilendo basi legali per orientare i progetti di sviluppo e ristrutturazione urbana.</p>
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